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Gli stakeholder del cambiamento climatico: ruoli e impatto nell’ESG

Written by Isa Contador

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Il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale. È diventato un tema globale con implicazioni profonde per economie, società ed ecosistemi.

Se da un lato alcuni gruppi subiscono maggiormente le conseguenze, dall’altro esistono attori che hanno il potere di guidare un cambiamento concreto.

Ma chi sono esattamente questi stakeholder e quale ruolo svolgono nell’azione climatica?

Il primo passo per promuovere interventi efficaci è identificare sia chi è più esposto agli impatti sia chi ha maggiore capacità di influenzare il cambiamento. Comprendere questi stakeholder chiave consente a organizzazioni, policymaker e imprese di adottare azioni più mirate ed efficaci verso la sostenibilità.

Questo articolo analizza il ruolo e l’impatto degli stakeholder del cambiamento climatico, esplorando anche come i fattori ESG stanno influenzando la risposta globale.

Chi sono i principali stakeholder del cambiamento climatico?

Uno stakeholder è qualsiasi individuo, gruppo o entità che può essere influenzato da una determinata tematica o avere un impatto su di essa. Nel contesto del cambiamento climatico, gli stakeholder includono sia coloro che ne subiscono direttamente le conseguenze ambientali, sia gli attori che hanno il potere di influenzare politiche, pratiche aziendali e soluzioni sostenibili.

Data la portata globale dei suoi effetti, il cambiamento climatico coinvolge una vasta e diversificata gamma di stakeholder. Comprenderli è essenziale per sviluppare strategie efficaci di mitigazione, adattamento e resilienza nel lungo periodo:

Ecosistemi naturali e biodiversità

Gli ecosistemi naturali, come foreste e oceani, svolgono un ruolo fondamentale come pozzi di assorbimento del carbonio, catturando grandi quantità di gas serra e contribuendo a mitigare gli impatti del cambiamento climatico. Tuttavia, fenomeni come deforestazione, inquinamento e sfruttamento non sostenibile delle risorse hanno subito un’accelerazione significativa. Nel 2024, le emissioni globali di CO₂ hanno raggiunto livelli record pari a 37,4 miliardi di tonnellate, portando la concentrazione atmosferica a 422 parti per milione, ben al di sopra dei livelli preindustriali. Di conseguenza, questi sistemi naturali non riescono più a compensare il ritmo del cambiamento climatico.

La foresta amazzonica, uno dei più importanti pozzi di carbonio al mondo, ha subito un’intensa deforestazione. Sebbene il tasso annuale stia rallentando, vaste aree continuano a essere compromesse. Nel 2025, la foresta amazzonica ha perso oltre 7.000 chilometri quadrati. Anche gli ecosistemi marini sono fortemente minacciati: si stima che circa 14 milioni di tonnellate di plastica finiscano negli oceani ogni anno, con una parte significativa che si accumula sui fondali. La presenza massiccia di plastica altera cicli marini essenziali, fondamentali anche per l’assorbimento del carbonio.

Queste alterazioni degli ecosistemi naturali stanno causando danni gravi alla biodiversità, mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose specie e compromettendo l’equilibrio di interi ecosistemi.

Aree urbane e comunità costiere

L’innalzamento del livello del mare, gli eventi meteorologici estremi e i danni alle infrastrutture stanno diventando sempre più frequenti, esponendo aree urbane e comunità costiere a rischi climatici significativi.

Ad esempio, le città costiere affrontano rischi di inondazione senza precedenti. In metropoli come New York e Miami, si prevede un aumento del livello del mare fino a 30 cm entro il 2050, con un conseguente incremento nella frequenza e nell’intensità delle inondazioni.

Anche gli eventi climatici estremi sono in aumento. Nel 2024 si sono registrati 393 eventi naturali estremi a livello globale. Dalle alluvioni in Africa alle ondate di calore in Asia, questi fenomeni stanno causando lo sfollamento di milioni di persone, distruggendo infrastrutture e mettendo a rischio la sicurezza alimentare e idrica.

Agricoltori, pescatori e altre comunità che dipendono direttamente dalle risorse naturali stanno già subendo gli effetti del cambiamento climatico. Nel 2025, siccità e altri disastri legati all’acqua hanno causato lo sfollamento di 8 milioni di persone, la perdita di 5.000 vite umane e danni economici globali superiori a 360 miliardi di dollari. Allo stesso modo, la pesca eccessiva e l’aumento delle temperature degli oceani stanno costringendo i pescatori del Sud-est asiatico, in particolare in Indonesia, ad affrontare risorse ittiche sempre più scarse e imprevedibili, mettendo a rischio sia l’economia locale sia la sicurezza alimentare.

Settori industriali e imprese

Settori come energia, trasporti e manifattura sono fortemente influenzati dal cambiamento climatico e, allo stesso tempo, ne sono tra i principali responsabili.

Queste industrie sono particolarmente vulnerabili agli effetti diretti degli eventi climatici estremi, come l’aumento delle temperature, le inondazioni e le tempeste violente. Ad esempio, nel 2025 gli incendi a Los Angeles hanno causato danni economici superiori a 250 miliardi di dollari, con ulteriori perdite stimate in oltre 4 miliardi di dollari nei successivi anni in termini di ricavi e produttività. Allo stesso modo, le infrastrutture di trasporto, come strade e ferrovie, possono subire gravi interruzioni a causa delle inondazioni.

Allo stesso tempo, questi settori contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico. Il comparto energetico è il principale responsabile delle emissioni globali di gas serra, soprattutto a causa dell’utilizzo di combustibili fossili.

Il settore dei trasporti è responsabile di circa il 37% delle emissioni globali di carbonio, mentre industrie manifatturiere come la produzione di cemento e acciaio contribuiscono in modo rilevante alle emissioni complessive. Ad esempio, il consumo di combustibili fossili per la produzione di energia e l’utilizzo di mezzi di trasporto a diesel generano ogni anno milioni di tonnellate di CO₂. Questo continuo rilascio di gas serra crea un circolo vizioso in cui le industrie contribuiscono ad aggravare le stesse sfide che devono affrontare.

Comunità locali e popolazioni indigene

Le comunità locali e le popolazioni indigene sono spesso in prima linea di fronte al cambiamento climatico. Vivono direttamente gli effetti del degrado ambientale, della deforestazione e della scarsità di risorse. Grazie alla loro esperienza, unita a conoscenze tradizionali e pratiche sostenibili, offrono contributi fondamentali per lo sviluppo di strategie di adattamento climatico.

Per questo motivo, è essenziale che imprese e policymaker coinvolgano attivamente leader indigeni e comunità locali, affinché le politiche climatiche siano inclusive e rispettose del patrimonio culturale. Sostenere iniziative di conservazione guidate dalle comunità e pratiche di gestione equa delle risorse può favorire una sostenibilità ambientale duratura.

Chi influenza le politiche sul cambiamento climatico?

Le politiche e le normative determinano il modo in cui le imprese rispondono alle sfide legate al cambiamento climatico.

Di seguito sono riportati i principali attori che svolgono un ruolo chiave nella definizione degli standard di sostenibilità, nell’influenzare i comportamenti aziendali e nel guidare cambiamenti sistemici.

1. L’impatto dei governi e policymaker sulle politiche climatiche

I governi definiscono politiche, normative e incentivi che influenzano direttamente il modo in cui le imprese affrontano il cambiamento climatico.

La conformità ad accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi, e a framework ESG come GRI e ISSB, sempre più integrati nei diversi standard di rendicontazione, sta diventando un requisito imprescindibile per le aziende. Le organizzazioni che si allineano in modo proattivo alle normative non solo evitano sanzioni, ma si posizionano anche come leader nella sostenibilità.

Nell’Unione Europea, iniziative come il Green Deal europeo definiscono una roadmap ambiziosa per la neutralità climatica entro il 2050, con obiettivi concreti per la riduzione delle emissioni e la transizione verso modelli di business sostenibili. Normative come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) richiedono alle aziende di rendicontare in modo trasparente informazioni su governance, strategia, gestione dei rischi e metriche legate al clima.

Allo stesso tempo, strumenti come l’EU Emissions Trading System (EU ETS) e il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) introducono meccanismi di prezzo del carbonio, incentivando le imprese a ridurre le emissioni e a investire in tecnologie a basse emissioni. Questo quadro normativo sta ridefinendo il modo in cui le aziende operano, integrando la sostenibilità nelle decisioni strategiche e nei processi di governance.

2. Il ruolo della società civile e dei gruppi di advocacy nell’azione climatica

Organizzazioni non governative (ONG), gruppi di advocacy e movimenti grassroots contribuiscono in modo significativo a plasmare il dibattito pubblico sul cambiamento climatico. La loro influenza si estende ai comportamenti dei consumatori, alle decisioni degli investitori e all’evoluzione delle normative.

Greenpeace, ad esempio, conduce campagne a livello globale per influenzare le politiche climatiche, promuovendo le energie rinnovabili e contrastando modelli basati sui combustibili fossili. Attraverso queste iniziative, ha contribuito a spingere le aziende verso pratiche più sostenibili e ad aumentare la pressione pubblica per un’azione climatica più incisiva.

3. Il ruolo del settore privato nelle politiche climatiche

Attraverso le decisioni di investimento e la governance aziendale, grandi imprese e istituzioni finanziarie svolgono un ruolo centrale nella definizione delle strategie climatiche. Molte organizzazioni stanno adottando science-based targets, strumenti di finanza sostenibile e pratiche di approvvigionamento responsabile per rispondere alle aspettative degli stakeholder e ai requisiti normativi.

Ad esempio, Unilever si è impegnata a raggiungere emissioni nette zero entro il 2039 lungo l’intera catena del valore. L’azienda ha definito obiettivi di riduzione delle emissioni basati su evidenze scientifiche (SBTs), investito in approvvigionamento sostenibile e sviluppato soluzioni di finanza “green” per supportare i propri obiettivi climatici. Questo impegno riflette una tendenza sempre più diffusa tra le grandi imprese ad allineare le proprie strategie agli obiettivi climatici globali.

Allo stesso tempo, investitori istituzionali come fondi pensione e asset manager stanno dando sempre più priorità ai fattori di sostenibilità nelle decisioni di investimento. Le aziende che non integrano il cambiamento climatico nelle proprie strategie rischiano di affrontare conseguenze finanziarie, tra cui disinvestimenti e una riduzione della fiducia da parte degli azionisti.

Qual è il ruolo delle imprese nell’azione climatica?

Oltre a ridurre il proprio impatto ambientale attraverso l’evoluzione dei modelli operativi, le imprese influenzano un’ampia rete di stakeholder. Le loro responsabilità si estendono a dipendenti, clienti, investitori, fornitori, regolatori, comunità e all’ambiente stesso.

Le aziende devono conformarsi alle normative sul cambiamento climatico per allinearsi agli obiettivi globali di sostenibilità. Allo stesso tempo, è fondamentale sviluppare strategie ESG integrate nella strategia aziendale complessiva, affinché la sostenibilità diventi un elemento chiave nei processi decisionali.

A livello interno, le organizzazioni sono chiamate a implementare politiche che promuovano l’azione climatica, come sistemi di gestione dei rifiuti, la transizione verso fonti di energia rinnovabile e il miglioramento dell’efficienza energetica. Queste iniziative contribuiscono a ridurre l’impronta di carbonio e a supportare obiettivi climatici più ampi.

La trasparenza è altrettanto essenziale. Le aziende hanno la responsabilità di comunicare in modo chiaro e accurato le proprie iniziative legate al clima a tutti gli stakeholder, attraverso report di sostenibilità dettagliati che illustrino progressi, criticità e azioni intraprese.

Integrando la sostenibilità nelle operazioni e nelle relazioni con gli stakeholder, le imprese possono svolgere un ruolo determinante nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Perché le imprese devono coinvolgere gli stakeholder del cambiamento climatico?

Il coinvolgimento degli stakeholder è una componente fondamentale della strategia climatica aziendale. Le imprese che interagiscono attivamente con gli attori chiave possono rafforzare i propri impegni in ambito sostenibilità e generare valore nel lungo periodo.

Coinvolgere gli stakeholder nelle tematiche ambientali consente alle organizzazioni di:

Garantire la conformità normativa e ridurre i rischi legali

Con l’evoluzione continua delle normative sul clima e dei requisiti di rendicontazione ESG, le aziende che mantengono un dialogo aperto con i propri stakeholder riescono ad anticipare gli obblighi di conformità e a gestire meglio i rischi associati.

Rafforzare la reputazione del brand e la fidelizzazione dei clienti

Consumatori e clienti mostrano una crescente preferenza per le aziende con un forte impegno in ambito sostenibilità. Un coinvolgimento trasparente degli stakeholder contribuisce a costruire credibilità e a rafforzare la fiducia nel lungo periodo.

Accedere a finanziamenti e opportunità di investimento sostenibili

Gli investitori attribuiscono sempre più importanza alle aziende allineate ai criteri ESG. Le imprese che coinvolgono efficacemente i propri stakeholder riescono a comunicare meglio le proprie strategie climatiche, facilitando l’accesso a capitali e opportunità di investimento.

Promuovere innovazione ed efficienza operativa

La collaborazione con fornitori, dipendenti e partner di settore può favorire lo sviluppo di soluzioni innovative in grado di ridurre le emissioni, ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare l’efficienza complessiva.

Rafforzare la gestione dei rischi e la resilienza climatica

Il coinvolgimento degli stakeholder, incluse comunità locali ed esperti del clima, consente alle imprese di anticipare i rischi ambientali e sviluppare strategie più solide per affrontare potenziali interruzioni e impatti negativi.

Strategie efficaci per il coinvolgimento degli stakeholder del cambiamento climatico

Coinvolgere gli stakeholder nell’azione climatica richiede molto più di aggiornamenti occasionali. È necessario un approccio strutturato, basato su comunicazione, collaborazione e impegno nel lungo periodo.

Un coinvolgimento realmente efficace parte dall’implementazione di iniziative che promuovano trasparenza, inclusione e partecipazione attiva.

Di seguito alcune strategie chiave per rafforzare il coinvolgimento degli stakeholder sul cambiamento climatico:

Condurre analisi di materialità

Comprendere quali temi legati al clima sono più rilevanti per gli stakeholder è essenziale per definire le priorità delle iniziative di sostenibilità. Le analisi di materialità aiutano le aziende ad allineare le strategie ESG alle aspettative degli stakeholder, garantendo che le risorse siano allocate verso le aree a maggiore impatto.

Garantire una rendicontazione di sostenibilità trasparente

La divulgazione chiara di rischi climatici, azioni di mitigazione e obiettivi di sostenibilità contribuisce a rafforzare la fiducia degli stakeholder. Seguendo framework ESG globali come GRI, UN SDG o SASB, insieme agli standard normativi locali, le aziende possono comunicare in modo efficace i propri progressi e dimostrare accountability.

Aprire un dialogo continuo con gli stakeholder

Un coinvolgimento regolare attraverso forum, survey, tavole rotonde e incontri individuali consente alle aziende di raccogliere insight, rispondere alle esigenze e rafforzare le relazioni. Una comunicazione aperta favorisce la fiducia e garantisce che le prospettive degli stakeholder siano integrate nei processi decisionali.

Creare partnership strategiche per l’azione climatica

Collaborare con ONG, istituzioni accademiche, associazioni di settore e enti pubblici rafforza la credibilità e amplifica l’impatto delle iniziative. Le collaborazioni possono favorire l’innovazione, facilitare la condivisione di conoscenze e accelerare lo sviluppo di soluzioni concrete per il clima.

Utilizzare strumenti innovativi di engagement

L’uso della tecnologia può migliorare il coinvolgimento degli stakeholder e rendere più efficiente la comunicazione. Le analisi basate su AI consentono di comprendere il sentiment degli stakeholder, mentre piattaforme digitali di engagement, come dashboard interattive e town hall virtuali, facilitano il feedback in tempo reale e semplificano i processi di rendicontazione della sostenibilità.

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Il cambiamento climatico coinvolge tutti i settori, dagli ecosistemi alle imprese, fino ai policymaker e agli individui. Le aziende che coinvolgono attivamente gli stakeholder possono mitigare i rischi, cogliere nuove opportunità e contribuire in modo concreto al progresso verso la sostenibilità.

Presgo supporta le organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi di sostenibilità, consentendo di misurare e monitorare le emissioni di carbonio e garantendo maggiore accountability nell’implementazione delle strategie climatiche. La piattaforma semplifica la rendicontazione ESG grazie a soluzioni modulari che facilitano la raccolta dati e la collaborazione, integrano analisi di materialità, migliorano la governance dei dati e assicurano la conformità agli standard obbligatori.

Grazie a funzionalità come workflow automatizzati, dashboard per il monitoraggio delle performance, raccomandazioni esperte e un calcolatore integrato delle emissioni, le aziende possono calcolare con precisione le emissioni Scope 1, 2 e 3 e supportare i propri obiettivi net-zero. Dalla rendicontazione al coinvolgimento degli stakeholder, Presgo consente alle organizzazioni di valutare, ottimizzare e rafforzare le proprie iniziative ESG per generare un impatto concreto.

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