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Il reporting ESG (Environmental, Social, and Governance) obbligatorio è ormai uno standard in molti paesi, pur con notevoli variazioni tra settori e regioni. Una ricerca dello Swiss Finance Institute dimostra che le normative sul reporting ESG obbligatorio hanno maggiori probabilità di essere adottate da paesi di tradizione giuridica di common law e con emissioni di carbonio pro capite più elevate.
Comply-or-Explain vs Reporting ESG Obbligatorio
Le normative in materia di ESG disclosure si suddividono in due modelli principali: obbligatorio e “comply-or-explain”. Ad oggi, le normative obbligatorie si sono applicate principalmente a organizzazioni che soddisfano criteri specifici, come le società quotate in borsa o le aziende quotate nei principali listini azionari.
Nei modelli comply-or-explain, le aziende sono tenute a rispettare gli standard nazionali di reporting ESG oppure a fornire motivazioni dettagliate e ponderate nel caso in cui non lo facciano.

Attualmente, 29 paesi e territori applicano normative di ESG disclosure obbligatoria in vario grado. Ogni policy nazionale o territoriale varia per il livello di dettaglio richiesto alle istituzioni nella divulgazione dei parametri ESG e per i criteri che determinano quali aziende sono soggette agli standard più rigorosi.
Stati Uniti
La Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense applica un regime comply-or-explain con alcuni elementi di reporting obbligatorio. Le regole del New York Stock Exchange (NYSE) impongono inoltre alle società quotate di pubblicare codici di comportamento aziendale ed etica. Nel marzo 2022, la SEC ha presentato una proposta per il miglioramento e la standardizzazione delle disclosure climatiche destinate agli investitori, con l’obiettivo di adattarsi a un mercato in continua evoluzione e fornire agli stakeholder dati comparabili e tracciabili.
Regno Unito
Secondo la normativa britannica, alcune aziende — ad esempio quelle con oltre 500 dipendenti o un fatturato annuo superiore a 500 milioni di sterline — sono tenute a divulgare informazioni finanziarie legate al clima nelle relazioni strategiche annuali. Altre disposizioni, come la Sezione 172 del Companies Act, impongono ai consiglieri delle società britanniche di tenere conto di fattori quali i diritti e le informative rivolte ai dipendenti, i rapporti con la comunità, oltre alla lotta alla corruzione, comprese le pratiche di corruzione attiva e passiva.
Malesia
La Malesia ha introdotto standard di reporting ESG obbligatorio per tutte le società quotate in borsa nel 2016. Questi standard riguardano diverse responsabilità, tra cui l’adozione di politiche in materia di equità, diversità e diritti umani, politiche anticorruzione e contro le molestie sessuali, oltre a pratiche di sviluppo sostenibile.
Inoltre, sono state recentemente avanzate proposte per allineare gradualmente gli standard malesi di reporting ESG a quelli definiti dalla Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board.
Hong Kong
Hong Kong applica un sistema generale di comply-or-explain, sebbene le aziende soggette alle Main Board Listing Rules debbano rispettare alcuni standard di reporting ESG obbligatorio. Tra questi rientrano: dichiarazioni del consiglio di amministrazione sulla supervisione, la gestione e la revisione dei progressi in ambito ESG; spiegazioni su come i principi di materialità, quantificazione e coerenza siano stati applicati nella redazione dei report ESG; e la definizione del perimetro di rendicontazione, con l’elenco delle entità incluse e le motivazioni della loro inclusione.
Singapore
La Singapore Exchange Ltd. ha istituito un framework di reporting ESG basato sul modello comply-or-explain nel 2016, mentre le regole di rendicontazione obbligatoria sono entrate in vigore per alcune società quotate a gennaio 2022. Le norme sulla ESG disclosure a Singapore prevedono inoltre che i consiglieri delle società quotate seguano una formazione sulla sostenibilità; a partire dal 2023, alcune entità appartenenti a diversi settori dovranno inoltre presentare informative climatiche, oltre alla propria politica di diversità del consiglio di amministrazione.
Filippine
Dal 2019, le Filippine applicano normative nazionali di ESG disclosure ai sensi della Memorandum Circular 4. Secondo queste linee guida, le società quotate in borsa devono presentare un report annuale sulle proprie performance ESG.
Le normative pertinenti includono standard per la costruzione di relazioni con gli stakeholder, tra cui le comunità in cui operano le aziende, i dipendenti, i clienti, i creditori, gli investitori, i fornitori e le autorità locali. La Philippine Securities and Exchange Commission (SEC) raccomanda inoltre vivamente alle società quotate di adottare pratiche di rendicontazione per rendere pubbliche le proprie politiche di sostenibilità in ambito ESG.

Verso standard globali di reporting ESG
Sebbene diversi paesi abbiano introdotto misure che impongono la ESG disclosure obbligatoria, non si è ancora giunti a un consenso globale. Sono stati compiuti passi concreti per creare un framework internazionale di standard di reporting ESG, spinti dalla necessità di standardizzare il processo di rendicontazione. Questa esigenza nasce dalle incongruenze riscontrate tra le entità coinvolte e dalla volontà di garantire maggiore trasparenza e responsabilità.
Un passo significativo in questa direzione risale al novembre 2021, quando la IFRS Foundation ha annunciato l’istituzione dell’International Sustainability Standards Board (ISSB). L’ISSB elaborerà standard di sostenibilità globali destinati agli investitori in 140 paesi partecipanti. La IFRS ha inoltre unito l’International Integrated Reporting Council (IIRC) e il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) — due framework precedentemente indipendenti — nella Value Reporting Foundation.
Dato che gli standard IFRS esistenti sono già stati pienamente adottati in oltre 144 giurisdizioni, è probabile che questo modello diventi il punto di riferimento per i futuri sviluppi di un framework globale di reporting ESG.
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